L'etimologia del nome generico è piuttosto discutibile. Plinio (Como, 23– Stabia, 79), scrittore latino,  riporta che la parola ”Euphorbia” è da associare ad un medico, di nome ”Euforbio”. In altri testi viene citato un medico di origine greca chiamato “Euphorbus” il quale si pensa fu il primo ad utilizzare in medicina questa pianta. Il nome ”Euphorbia” potrebbe anche derivare da ”Euphorbius” composto da due parole : ”eu” ch significa “ buono” e ”phorbe”, pascolo o da foraggio, il cui significato finale però potrebbe essere "ben nutrito". La specie è dedicata all'esporatore francese Pieree Bernard Milius (1773 - 1829) che la introdusse in Francia nel 1821.

Euphobia milii è una semi-succulenta: è infatti composta da fusti carnosi, foglie non succulente ed i fiori tipici di ogni Euforbia degna di questo nome, ovvero i ciazi. Nello specifico l’ Euforbia milii è una pianta originaria dell’Africa meridionale molto legnosa soprattutto negli esemplari più “datati”. La sua conformazione fisica le consente, allo stato selvatico, di aggrapparsi agli alberi più vicini dandole modo di crescere oltre il metro di altezza.

 

Il suo significato nel linguaggio dei fiori è strettamente legato, similarmente a quello della stella di natale, alla figura di Gesù Cristo. Se infatti quest’ultima leggendariamente viene associata alla nascita del Salvatore, l’Euforbia milii è al contrario legata alla Passione ed alla sua morte.  La sua simbologia è legata alla sofferenza. Si narra infatti che la pianta sia stata utilizzata per preparare la corona di spine posta sul capo del Messia. Il nome comune con la quale è conosciuto questo fiore è infatti “spina di Cristo”.